Re: Curva Nord e dintorni
Inviato: 31 ott 2021, 14:53
Dimenticavo:
Ultras significa combattere e battersi per la propria curva, per i propri colori, e per la propria città é l'ultimo esempio di chi lotta x un ideale; Ultras lo si é anche dopo, al lavoro, a scuola, con la fidanzata, con la moglie, vuol dire sentire dentro un fuoco ed é la più alta forma di passione, perché l'ultras é passionale, sempre.
Essere ultras al giorno d'oggi significa essere gli ultimi amanti di sport malato fatto solo di denaro e profitto, significa fare sacrifici inconcepibili, apprezzare le piccole cose e crescere sulle delusioni. Essere ultras non significa essere un delinquente o un criminale; significa credere e lottare x un'ideale. I criminali sono altri. Significa che il primo amore é la squadra del cuore.
L'ultras aiuta nel bisogno. L'ultras non smette di essere tale appena si toglie la sciarpetta o rientra a casa dopo una trasferta, continua a lottare 7 giorni su 7. L'ultras veterano da l'esempio a quello giovane, e quello giovane rispetta il veterano. L'ultras giovane e' fiero di stare al lato del veterano, di imparare dalle sue critiche e inorgogliosirsi dai suoi complimenti.
Ogni ultras e' diverso, c'e' quello che veste solo materiale ultras e della sua squadra e quello che non ha neanche una maglietta del suo gruppo. C'e' quello che si muove solo col gruppo e quello che fa gruppo per se. Gli ultras sono diversi ma li unisce l'amore per la propria squadra, la tenacia nel resistere oltre 90 minuti in piedi sotto la pioggia o al freddo, li unisce il riscaldarsi con un coro cantato a squarciagola, li unisce la sicurezza dell'amico che gli dorme accanto sul bus che ti riporta dalla trasferta, li unisce la passeggiata goliardica nella citta' avversaria, li unisce la gioia di partire per una trasferta e la stanchezza del ritorno, li unisce quel panino diviso in due dopo ore di digiuno, li unisce quella sigaretta offerta e quella birra data in cambio, li unisce la mentalita'.
L'ultras e' l'eccezione alla regola, e' l'inaspettato che ti sorprende, e' la sorpresa che ti smorza il sorriso quando pensi di averla fatta franca. L'ultras e' anche il braccio che ti tira sul vagone prima che si chiudono le porte. L'ultras non e' violenza gratuita, e' la difesa intransigente di uno stile di vita messo in pericolo da biglietti nominativi, dalle pay-tv, dall'imborghesimento delle nuove generazioni, dalla tv-spazzatura. L'ultras e' questo e molto altro, altri sentimenti non spiegabili a parole, incombrensibili alla gente comune che preferisce vivere dietro un vetro piuttosto che infrangerlo ed entrare nella realta', fredda e piovosa.
Ultras significa combattere e battersi per la propria curva, per i propri colori, e per la propria città é l'ultimo esempio di chi lotta x un ideale; Ultras lo si é anche dopo, al lavoro, a scuola, con la fidanzata, con la moglie, vuol dire sentire dentro un fuoco ed é la più alta forma di passione, perché l'ultras é passionale, sempre.
Essere ultras al giorno d'oggi significa essere gli ultimi amanti di sport malato fatto solo di denaro e profitto, significa fare sacrifici inconcepibili, apprezzare le piccole cose e crescere sulle delusioni. Essere ultras non significa essere un delinquente o un criminale; significa credere e lottare x un'ideale. I criminali sono altri. Significa che il primo amore é la squadra del cuore.
L'ultras aiuta nel bisogno. L'ultras non smette di essere tale appena si toglie la sciarpetta o rientra a casa dopo una trasferta, continua a lottare 7 giorni su 7. L'ultras veterano da l'esempio a quello giovane, e quello giovane rispetta il veterano. L'ultras giovane e' fiero di stare al lato del veterano, di imparare dalle sue critiche e inorgogliosirsi dai suoi complimenti.
Ogni ultras e' diverso, c'e' quello che veste solo materiale ultras e della sua squadra e quello che non ha neanche una maglietta del suo gruppo. C'e' quello che si muove solo col gruppo e quello che fa gruppo per se. Gli ultras sono diversi ma li unisce l'amore per la propria squadra, la tenacia nel resistere oltre 90 minuti in piedi sotto la pioggia o al freddo, li unisce il riscaldarsi con un coro cantato a squarciagola, li unisce la sicurezza dell'amico che gli dorme accanto sul bus che ti riporta dalla trasferta, li unisce la passeggiata goliardica nella citta' avversaria, li unisce la gioia di partire per una trasferta e la stanchezza del ritorno, li unisce quel panino diviso in due dopo ore di digiuno, li unisce quella sigaretta offerta e quella birra data in cambio, li unisce la mentalita'.
L'ultras e' l'eccezione alla regola, e' l'inaspettato che ti sorprende, e' la sorpresa che ti smorza il sorriso quando pensi di averla fatta franca. L'ultras e' anche il braccio che ti tira sul vagone prima che si chiudono le porte. L'ultras non e' violenza gratuita, e' la difesa intransigente di uno stile di vita messo in pericolo da biglietti nominativi, dalle pay-tv, dall'imborghesimento delle nuove generazioni, dalla tv-spazzatura. L'ultras e' questo e molto altro, altri sentimenti non spiegabili a parole, incombrensibili alla gente comune che preferisce vivere dietro un vetro piuttosto che infrangerlo ed entrare nella realta', fredda e piovosa.