Patrick Fischer, il nostro ex-allenatore
Moderatore: Thor41
Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Il mio punto di vista l'ho già esposto in precedenza, alcune considerazioni anche prima dell'inizio del campionato. La confusione regna nella società e nello staff tecnico.
Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Del Curto potrà anche anche aver preso per il culo Fischer con le sue affermazioni... anche se dubito che quel burlone del buon Arno, quando parla dell'UOMO Fischer, lo faccia per deriderlo...
Baron potrà anche sbagliare paragonandoci alla NHL..., infondo là si gioca e si vive a pane e hockey, mentre qui l'hockhey l'abbiamo inventanto....
Ma mi trovo perfettament d'accordo con Viglezio e con il suo commmento odierno sul CdT (anche per quanto riguarda il DS)!
C'è chi si scandalizza per le frasi di «Fischi»: una reazione tipica del provincialismo che spesso caratterizza le vicende sportive del nostro Cantone, dove chi dimostra di avere gli attributi viene tacciato di mania di protagonismo o, peggio ancora, di incompetenza. E si cerca in ogni modo - in nome di cosa non è dato sapere - di togliere autorevolezza al personaggio in questione.
Non saremo certo noi a calarci nella parte degli avvocati difensori di Patrick Fischer: ci limitiamo a constatare come il Lugano abbia finalmente trovato un allenatore che ha capito perché, da sei anni a questa parte, alla Resega non si riesca a cavare un ragno dal buco. E lo spiega con coraggio, senza peli sulla lingua. Chi frequenta regolarmente la Resega sa. Punto e basta. Il popolo bianconero si è (giustamente) sovente lamentato dell'immobilismo che ha caratterizzato la storia recente del club: per cambiare il corso degli eventi dopo anni di depressione, non serve l'omeopatia. Ci vuole un elettrochoc. Certo, ci si può legittimamente interrogare sulla tempistica, ma anche in questo caso scavare nel torbido è fuorviante. Fischer è arrivato, ha osservato e ora sta traendo le sue prime conclusioni. Lo ribadiamo con vigore: nessuno può affermare oggi che il tecnico abbia ragione, ma ha perlomeno il sacrosanto diritto di portare avanti le proprie idee. Il rischio è grosso, ma il coach è il primo a saperlo. E allora, prima di sputare sentenze, bisognerebbe conoscere meglio l'uomo Fischer. Persona estremamente riflessiva, ha l'hockey nel sangue, ma non vive di solo hockey. Se l'avventura a Lugano dovesse finire domani, potrebbe - tanto per fare un esempio - aprire un agriturismo in Guatemala ed essere felice lo stesso. Ecco perché si permette di dire le cose come stanno.
Nel suo mirino sono finiti due o tre giocatori, che con il loro atteggiamento mortificano quanto di buono - perlomeno a livello di impegno - stanno facendo gli altri, soprattutto giovani come Dal Pian, Kostner o Balmelli. Ed allora sì: come in ogni settore lavorativo, chi non si impegna al massimo ruba lo stipendio. Un giocatore professionista, le motivazioni, deve essere in grado di trovarle da solo senza le coccole del tecnico.
Intanto, da questo periodo di grandi pulizie, sta uscendo come sempre indenne chi ha costruito la squadra negli ultimi anni. Seguendo in parte i desideri dei vari allenatori, ma prendendo pure non poche cantonate, senza dimenticare uscite che ancora oggi - ve la ricordate, quella su Josh Hennessy? - gridano vendetta.
Anche ieri Vicky Mantegazza ha difeso l'operato di Roland Habisreutinger: se questo deve essere l'anno zero per il nuovo Lugano, anche il direttore sportivo dovrà finalmente dimostrare di essere in grado di trovare le giuste soluzioni. E non basta, ovviamente, il fresco ingaggio di Jacob Micflikier. Prepariamoci comunque a vivere un autunno movimentato. L'ennesimo.
Chiaro, limpido e cristallino!
Baron potrà anche sbagliare paragonandoci alla NHL..., infondo là si gioca e si vive a pane e hockey, mentre qui l'hockhey l'abbiamo inventanto....
Ma mi trovo perfettament d'accordo con Viglezio e con il suo commmento odierno sul CdT (anche per quanto riguarda il DS)!
C'è chi si scandalizza per le frasi di «Fischi»: una reazione tipica del provincialismo che spesso caratterizza le vicende sportive del nostro Cantone, dove chi dimostra di avere gli attributi viene tacciato di mania di protagonismo o, peggio ancora, di incompetenza. E si cerca in ogni modo - in nome di cosa non è dato sapere - di togliere autorevolezza al personaggio in questione.
Non saremo certo noi a calarci nella parte degli avvocati difensori di Patrick Fischer: ci limitiamo a constatare come il Lugano abbia finalmente trovato un allenatore che ha capito perché, da sei anni a questa parte, alla Resega non si riesca a cavare un ragno dal buco. E lo spiega con coraggio, senza peli sulla lingua. Chi frequenta regolarmente la Resega sa. Punto e basta. Il popolo bianconero si è (giustamente) sovente lamentato dell'immobilismo che ha caratterizzato la storia recente del club: per cambiare il corso degli eventi dopo anni di depressione, non serve l'omeopatia. Ci vuole un elettrochoc. Certo, ci si può legittimamente interrogare sulla tempistica, ma anche in questo caso scavare nel torbido è fuorviante. Fischer è arrivato, ha osservato e ora sta traendo le sue prime conclusioni. Lo ribadiamo con vigore: nessuno può affermare oggi che il tecnico abbia ragione, ma ha perlomeno il sacrosanto diritto di portare avanti le proprie idee. Il rischio è grosso, ma il coach è il primo a saperlo. E allora, prima di sputare sentenze, bisognerebbe conoscere meglio l'uomo Fischer. Persona estremamente riflessiva, ha l'hockey nel sangue, ma non vive di solo hockey. Se l'avventura a Lugano dovesse finire domani, potrebbe - tanto per fare un esempio - aprire un agriturismo in Guatemala ed essere felice lo stesso. Ecco perché si permette di dire le cose come stanno.
Nel suo mirino sono finiti due o tre giocatori, che con il loro atteggiamento mortificano quanto di buono - perlomeno a livello di impegno - stanno facendo gli altri, soprattutto giovani come Dal Pian, Kostner o Balmelli. Ed allora sì: come in ogni settore lavorativo, chi non si impegna al massimo ruba lo stipendio. Un giocatore professionista, le motivazioni, deve essere in grado di trovarle da solo senza le coccole del tecnico.
Intanto, da questo periodo di grandi pulizie, sta uscendo come sempre indenne chi ha costruito la squadra negli ultimi anni. Seguendo in parte i desideri dei vari allenatori, ma prendendo pure non poche cantonate, senza dimenticare uscite che ancora oggi - ve la ricordate, quella su Josh Hennessy? - gridano vendetta.
Anche ieri Vicky Mantegazza ha difeso l'operato di Roland Habisreutinger: se questo deve essere l'anno zero per il nuovo Lugano, anche il direttore sportivo dovrà finalmente dimostrare di essere in grado di trovare le giuste soluzioni. E non basta, ovviamente, il fresco ingaggio di Jacob Micflikier. Prepariamoci comunque a vivere un autunno movimentato. L'ennesimo.
Chiaro, limpido e cristallino!
#RIDATECI-IL-NOSTRO-LUGANO!!
Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Ottimo articolo. Puntuale e preciso. Avanti tutta "Fischi"!
Semper fidelis!
Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Il tuo discorso non fa una piega... perlomeno è costruttivo! 
#RIDATECI-IL-NOSTRO-LUGANO!!
- nylanderfan
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- Iscritto il: 25 ago 2010, 11:29
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Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Se eravamo nella NHL tutti i nostri core players sarebbero stati scambiati mooolto tempo fa.Zana ha scritto:Esatto, non siamo in America, ed è proprio per questo che siamo in questa situazione da tanti anni...cimice77 ha scritto:Noi non siamo un club di NhL con un farm team alle spalle e siamo in Svizzera e non America!
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from Bure to Boeser


Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Forse il mio concetto non è chiaro.
Io posso anche sostenere le scelte di Fischer ma non sostengo le modalità mezzo stampa!
Pensi che rubino gli stipendi? Ok...negli spogliatoio lo dici, fai magari anche i nomi mentre alla stampa fai frasi di circostanza...come il comunicato su Hnat.
Io posso anche sostenere le scelte di Fischer ma non sostengo le modalità mezzo stampa!
Pensi che rubino gli stipendi? Ok...negli spogliatoio lo dici, fai magari anche i nomi mentre alla stampa fai frasi di circostanza...come il comunicato su Hnat.
- nylanderfan
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Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Hai ragione. Però ho il sospetto che PF sia stato gonfiato oltremisura da qualcuno dietro le quinte.
Qualcuno a cui non è mai andato giù la perdita di Smith.
Qualcuno a cui non è mai andato giù la perdita di Smith.
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Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
Grazie per aver portato l'articolo all'attenzione.
L'ho trovato corretto, chiaro.
Dopo anni di continue lamentele forse non è Fischer a dover emigrare in Guatemala.
L'ho trovato corretto, chiaro.
Dopo anni di continue lamentele forse non è Fischer a dover emigrare in Guatemala.
Re: Patrick Fischer, il nostro allenatore
daccordo anche io con Cimice eccetto il sostegno a Fischer. Ha espresso il suo concetto 1 settimana orsono...ha detto quali erano i problemi e lo abbiamo capito. Ora basta......altrimenti si persevere. A ogni partita se ne esce che ce l'ha con uno o con l'altro. Lo abbiamo capito. Se non vuoi certi giocatori non iscriverli sul foglio partita.....ma poi non ti lamentare alla fine. Questo è il mio concetto.nylanderfan ha scritto:Hai ragione. Però ho il sospetto che PF sia stato gonfiato oltremisura da qualcuno dietro le quinte.
Qualcuno a cui non è mai andato giù la perdita di Smith.
Se non li vuoi li metti fuori, subito. Finito. Altrimenti sono solo scuse.