Re: Hennessy: straniero giusto per questo Lugano?
Inviato: 26 gen 2011, 22:24
da ticinonews.ch
Hennessy: 'Curato dalla Spengler'
Lo statunitense parla del suo momento positivo, dopo mesi difficili. La Spengler gli ha fatto ritrovare fiducia nei propri mezzi
Nelle ultime sei partite ha segnato più di quanto non avesse fatto nei primi quattro mesi della stagione. 5 reti contro i 3 gol da settembre a dicembre. Che sia tornato il giocatore che aveva ben impressionato durante le amichevoli estive? Ancora presto per dirlo, fatto sta che Josh Hennessy è tornato rigenerato dall’esperienza di Davos alla Coppa Spengler. Ed è proprio l’attaccante statunitense ad ammettere che l’aria grigionese lo ha rinvigorito.
“Si, assolutamente. Credo che la Coppa Spengler mi sia servita per uscire dalla mia apatia. A Davos c’era la mia famiglia e ho potuto trascorrere dei bei momenti con loro. Le cose qui a Lugano non stanno andando benissimo, quindi mi ha fatto bene vivere un'esperienza diversa, giocare senza troppa pressione, solo per divertirsi. Mi ha aiutato davvero molto.”
Sei un altro giocatore quindi?
“No, sono lo stesso ragazzo di prima, solo un po' più fiducioso e con un po' più di esperienza. Ho imparato a conoscere meglio l’hockey europeo e comincio a prenderci la mano.”
Cosa hai imparato del nostro hockey? A cosa ti sei dovuto abituare?
“É un po' diverso qui, non é facile inquadrare bene la situazione. Un giocatore di hockey ha delle abitudini, sviluppa dei movimenti che poi compie sempre, in determinate situazioni e queste abitudini, per essere efficaci, qui, devono essere un po' modificate. Con la pista più grande, rispetto all’America, a volte devi avere più pazienza e aspettare che l'azione si sviluppi. Le azioni a volte non si sviluppano abbastanza velocemente, mentre la mia forza credo sia proprio il mio pattinaggio. È importante continuare a pattinare per stare davanti all'altra squadra.”
Va bene pattinare, ma tu soprattutto hai ricominciato a segnare?
“Si (sorride, ndr), un po' tutta la mia vita l'ho passata a segnare. Ero scioccato per come le cose stavano andando. Mi creavo occasioni da gol ma ero frustrato per il fatto di non riuscire a concretizzarle. Inoltre non giocavo così male. Così mi sono un po' perso. Mi sono fermato troppo a pensare a come uscire da questa situazione e come poter cambiare le cose. Ma alla fine é solo questione di fiducia e anche con un po' di fortuna la situazione è migliorata.”
La situazione per la squadra però non è ancora molto tranquilla, visto che all’orizzonte ci sono i playout…
“È una situazione difficile. È la prima volta che mi capita di affrontare i playout. In America, se non fai i playoff vai a casa e basta. Capisco quanta pressione ci sia ora, ma credo di essere più preparato a gestirla di quanto non lo fossi prima, a causa del brutto periodo che ho attraversato.”
C’è una salvezza da conquistare con il Lugano, ma tu, stai già pensando al tuo futuro? Hai già parlato con il club?
“A dire la verità non ho ancora parlato con la società. Come ho detto prima, sono veramente concentrato su ogni singolo allenamento e sul fatto di giocare meglio ad ogni partita. Credo sia la cosa migliore per me in questo momento. Non devo pensare troppo al futuro. Credo di essermi già messo troppa pressione addosso e troppo stress. Quando non giocavo bene, pensavo, “ecco ora non mi vorranno più e dovrò cercarmi un’altra squadra”. Ora invece cerco di non pensarci. So che se gioco bene avrò delle opportunità. Ora voglio solo continuare ad aiutare il Lugano.”
Hennessy: 'Curato dalla Spengler'
Lo statunitense parla del suo momento positivo, dopo mesi difficili. La Spengler gli ha fatto ritrovare fiducia nei propri mezzi
Nelle ultime sei partite ha segnato più di quanto non avesse fatto nei primi quattro mesi della stagione. 5 reti contro i 3 gol da settembre a dicembre. Che sia tornato il giocatore che aveva ben impressionato durante le amichevoli estive? Ancora presto per dirlo, fatto sta che Josh Hennessy è tornato rigenerato dall’esperienza di Davos alla Coppa Spengler. Ed è proprio l’attaccante statunitense ad ammettere che l’aria grigionese lo ha rinvigorito.
“Si, assolutamente. Credo che la Coppa Spengler mi sia servita per uscire dalla mia apatia. A Davos c’era la mia famiglia e ho potuto trascorrere dei bei momenti con loro. Le cose qui a Lugano non stanno andando benissimo, quindi mi ha fatto bene vivere un'esperienza diversa, giocare senza troppa pressione, solo per divertirsi. Mi ha aiutato davvero molto.”
Sei un altro giocatore quindi?
“No, sono lo stesso ragazzo di prima, solo un po' più fiducioso e con un po' più di esperienza. Ho imparato a conoscere meglio l’hockey europeo e comincio a prenderci la mano.”
Cosa hai imparato del nostro hockey? A cosa ti sei dovuto abituare?
“É un po' diverso qui, non é facile inquadrare bene la situazione. Un giocatore di hockey ha delle abitudini, sviluppa dei movimenti che poi compie sempre, in determinate situazioni e queste abitudini, per essere efficaci, qui, devono essere un po' modificate. Con la pista più grande, rispetto all’America, a volte devi avere più pazienza e aspettare che l'azione si sviluppi. Le azioni a volte non si sviluppano abbastanza velocemente, mentre la mia forza credo sia proprio il mio pattinaggio. È importante continuare a pattinare per stare davanti all'altra squadra.”
Va bene pattinare, ma tu soprattutto hai ricominciato a segnare?
“Si (sorride, ndr), un po' tutta la mia vita l'ho passata a segnare. Ero scioccato per come le cose stavano andando. Mi creavo occasioni da gol ma ero frustrato per il fatto di non riuscire a concretizzarle. Inoltre non giocavo così male. Così mi sono un po' perso. Mi sono fermato troppo a pensare a come uscire da questa situazione e come poter cambiare le cose. Ma alla fine é solo questione di fiducia e anche con un po' di fortuna la situazione è migliorata.”
La situazione per la squadra però non è ancora molto tranquilla, visto che all’orizzonte ci sono i playout…
“È una situazione difficile. È la prima volta che mi capita di affrontare i playout. In America, se non fai i playoff vai a casa e basta. Capisco quanta pressione ci sia ora, ma credo di essere più preparato a gestirla di quanto non lo fossi prima, a causa del brutto periodo che ho attraversato.”
C’è una salvezza da conquistare con il Lugano, ma tu, stai già pensando al tuo futuro? Hai già parlato con il club?
“A dire la verità non ho ancora parlato con la società. Come ho detto prima, sono veramente concentrato su ogni singolo allenamento e sul fatto di giocare meglio ad ogni partita. Credo sia la cosa migliore per me in questo momento. Non devo pensare troppo al futuro. Credo di essermi già messo troppa pressione addosso e troppo stress. Quando non giocavo bene, pensavo, “ecco ora non mi vorranno più e dovrò cercarmi un’altra squadra”. Ora invece cerco di non pensarci. So che se gioco bene avrò delle opportunità. Ora voglio solo continuare ad aiutare il Lugano.”