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Roland Habisreutinger, il nostro DS

Inviato: 2 dic 2016, 23:45
da nylanderfan
Esattamente. È l'unica mossa sensata che è da fare adesso.
Nel frattempo che si inizi a pensare al dopo Habisreutinger.

Re: Roland Habisreutinger, il nostro DS

Inviato: 2 dic 2016, 23:53
da Thor41
Si e l'allenatore chi lo sceglie? Il gruppo dei pensionati che vanno a vedere gli allenamenti?

Purtroppo le conseguenze del DS ce le porteremo dietro per un bel po...


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Re: Roland Habisreutinger, il nostro DS

Inviato: 3 dic 2016, 0:52
da Jean Valjean
Il vero ribaltone potrebbe essere lui che salta. In fondo un pò le scarpe a Sheds le ha fatte.

Re: Roland Habisreutinger, il nostro DS

Inviato: 3 dic 2016, 0:58
da Goalie
Per me devono saltare tutti e due, vero che il mercato è praticamente già chiuso, ma forse potrebbe essere un buon momento per cambiare. Meglio che aprile...

In ogni caso leggendo qua e là ci sono tremila opinioni..è colpa degli svedesi, del preparatore atletico, di Shedden, del Roland

Spero che la dirigenza abbia le idee più chiare, perché davvero la situazione si sta facendo grave

Re: Roland Habisreutinger, il nostro DS

Inviato: 3 dic 2016, 0:59
da Lord Burg
Suvvia, licenziare SOLO il Roland adesso non servirebbe assolutamente a nulla sul piano sportivo attuale.

Già su Facebook mi tocca leggere di quelle cose...

Re: Roland Habisreutinger, il nostro DS

Inviato: 3 dic 2016, 1:04
da Mr. Hockey
Lord Burg ha scritto:Suvvia, licenziare SOLO il Roland adesso non servirebbe assolutamente a nulla sul piano sportivo attuale.
Ovviamente non è il solo da licenziare.

Detto ciò, allo stato attuale è una figura completamente inutile, quindi prima se ne va e meglio è.

La realtà delle cose dice che è, nel suo lavoro, è un mediocre. Se avesse lavorato in una società seria ce ne saremmo accorti molto prima, ma lavorando per una società fallimentare si è mischiato nel marasma generale e la sua incapacità è quindi passata più inosservata.

Re: Roland Habisreutinger, il nostro DS

Inviato: 3 dic 2016, 1:18
da Goalie
Mr. Hockey ha scritto:
Lord Burg ha scritto:Suvvia, licenziare SOLO il Roland adesso non servirebbe assolutamente a nulla sul piano sportivo attuale.
Ovviamente non è il solo da licenziare.

Detto ciò, allo stato attuale è una figura completamente inutile, quindi prima se ne va e meglio è.

La realtà delle cose dice che è, nel suo lavoro, è un mediocre. Se avesse lavorato in una società seria ce ne saremmo accorti molto prima, ma lavorando per una società fallimentare si è mischiato nel marasma generale e la sua incapacità è quindi passata più inosservata.

Re: Roland Habisreutinger, il nostro DS

Inviato: 3 dic 2016, 19:31
da ciccio33
Come ben vedete dalla mia "firma" gli auguro di prendere il volo, biglietto di sola andata.

Re: Roland Habisreutinger, il nostro DS

Inviato: 3 dic 2016, 20:03
da mah
Lord Burg ha scritto:Suvvia, licenziare SOLO il Roland adesso non servirebbe assolutamente a nulla sul piano sportivo attuale.

Già su Facebook mi tocca leggere di quelle cose...

Sì... ma chi bene inizia è a metà dell'opera!

INUTILE!

Re: Roland Habisreutinger, il nostro DS

Inviato: 4 dic 2016, 12:54
da ciccio33
Dal Mattino della Domenica:

La crisi è datata. Dal 2006 dirigenti e DS non all’altezza. In primis Habisreutinger

HC Lugano, basta con l’Intoccabile!

La crisi di risultati del Lugano è figlia di un tracollo societario (per fortuna non economico!) ormai datato. Dal 2006 in poi, da quando i bianconeri hanno vinto l’ultimo titolo, alla testa del club si sono succeduti tre presi­denti (Paolo Rossi, Silvio Laurenti e Vicky Mantegazza) e due direttori sportivi (Jörg Eberle e Roland Habi­sreutinger). Insieme a loro sulle rive del Ceresio è approdato un esercito di giocatori, parecchi dei quali inutili alla causa, e un numero incredibile di allenatori (12, per ora, come potete leggere nel riquadrato a parte). E i ri­sultati? Miseri, per il blasone della so­cietà più titolata e prestigiosa del Cantone: una finale in dieci anni (2016), tante eliminazioni ai quarti di finale e pure l’onta di due partecipa­zioni ai playout (2008 e 2011). Un bi­lancio decisamente negativo per un Lugano che in 30 anni ha vinto 7 titoli svizzeri ma 5 dei quali in 13 stagioni (1986-1999) e solo 2 dal 2003 ad oggi. Per i tifosi bianconeri uno smacco dietro l’altro. Ora però si sono stancati un po’ tutti, non solo i fedelissimi della Resega, ai quali la dirigenza devo solo dire grazie! ma anche alcuni sponsor, i quali stanno cercando di avere delle risposte. Nelle ultime settimane hanno infatti chiesto al club di fare chiarezza su tutto quanto sta succedendo. Per ora è arrivata la riconferma (provvisoria) dello staff tecnico, non convinta ma necessaria visto che manca una va­lida alternativa al coach canadese.

Senza leadership


Crisi che viene da lontano, si dice nel titolo. Ebbene sì. Dall’uscita di scena ufficiale di Beat Kaufmann e da quella “ufficiosa” di Fabio Gag­gini avvenuta nel 2006, a Lugano è mancata una vera leadership dirigen­ziale. Paolo Rossi si è sacrificato nel ruolo di presidente post- Discogate ma, pur denotando una forte dialet­tica e una presenza costante, si è di­mostrato troppo “invadente” sulle questioni tecniche; Silvio Laurenti, valido dirigente di basket negli Anni Ottanta, si è rivelato un pesce fuor d’acqua e la sua nomina ha stupito tutti. Il tempo di dimostrarsi inade­guata che il club ha insediato Vicky Mantegazza, figlia di Geo (pensate dunque che responsabilità), la quale ha saputo riportare allo stadio il pub­blico e ricreare un bell’ambiente ma d’altro canto ha lasciato che preva­lesse in lei il lato “tifoso” piuttosto che quello dirigenziale. Un aspetto di cui la propria Vicky si sarà certa­mente resa conto.

Il caso Habisreutinger

Roland Habisreutinger è arrivato a Lugano grazie ai buoni uffici di un manager romando, che lo ha consi­gliato a Fabio Gaggini verso la fine del 2009. E l’ex direttore sportivo del Kloten si è fatto subito notare con un atteggiamento da balivo. Sto­rica la frase: “ Voglio impiantare a Lugano la cultura del lavoro” disse quasi compiaciuto. Ridicolo. Come se negli anni precedenti alla Resega imperasse il presappochismo, come se Geo Mantegazza, John Slettvoll, Jim Koleff, Fabio Gaggini o Beat Kaufmann fossero dei dilettanti. Ro­land si è però superato quando ha or­ganizzato un mini ritiro in Val di Blenio. “ Per cementare il gruppo e abituare i giocatori alle cose dure”.

Cucinare, tagliare legna e via di­cendo. Quest’uomo, che ha il sorriso beffardo stampato sulle labbra e non ama i giornalisti (che richiama al­l’ordine con messaggini e telefonate) in 7 stagioni non ha saputo dare una vera identità alla squadra ed ha com­messo tutta una serie di errori di va­lutazione a livello di mercato che sono lì sotto gli occhi di tutti. Alcuni esempi? Clymer, difensore che ar­rivò rotto alla Resega, Metropolit, bocciato prima e poi ingaggiato, Hennessy (“ Quando annuncerò il nome del nostro nuovo attaccante nessuno si ricorderà più di Metropo­lit!”

Ndr: ah, ah, ah), o ancora Leh­tonen, Rintanen e purtroppo anche Zackrisson. Ha ingaggiato, è vero, Klasen, Brunner e Pettersson ma con il budget del Lugano non era così proibitivo portarli a casa. Eppure questo signore che prende e se ne va per cinque mesi in Alaska (grazie al congedo concessogli da club) e che toglie alla squadra un preparatore dei portieri a tempo pieno, resta sempre a galla. Passano gli allenatori, pas­sano i giocatori, e lui (grandissimo!) rimane seduto sulla sua sedia. Intoc­cabile, indistruttibile! Avrà acceso qualche candela, direbbe qualcuno. Pensiamo invece che goda di una protezione quasi illimitata dell’alto, da colui (Fabio Gaggini) che ancora influisce sulle scelte del club.

Occorre una svolta

Economicamente solido ma sportiva­mente deludente. Questo è il Lugano di oggi. E allora, per evitare che il club finisca nel gruppone di mezzo e che si debba accontentare di qualche finale ogni…10 anni, la presidenza o chi per essa deve avere coraggio e fare delle scelte decise e magari do­lorose: dopo aver licenziato Fischer (“ È il giorno peggiore della mia vita” Vicky dixit), adesso è ora di proce­dere con il DS: che non è il solo re­sponsabile di questo tracollo, sia ben chiaro, ma è uno dei principali. Pos­sibile che paghino solo tecnici e gio­catori? Cara Vicky, tocca a te!

M. A.