Ho più responsabilità
e ora oso senza paura»
Se Mattia Bianchi è andato da Lugano ad Ambrì, Dario Simion, qualche anno più tardi, ha fatto il percorso inverso, ma anche per lui il derby ha un sapore del tutto unico: «Siamo carichi, è una partita sempre emozionante con tanto pubblico a sostenere le due squadre – ci ha confessato il 18enne della Vallemaggia – In più per me sono ancora i primi ed è una sfida che sento particolarmente: già negli juniori ero uno dei giocatori che sentiva più di altri la partita».
Giocherai con Kamber e Reuille: come ti stai trovando con loro?
È bello perché mi aiutano e mi mettono spesso in condizione di andare al tiro. Nelle ultime partite stiamo andando bene e costruiamo anche diverse occasioni. Spero anche nei playoff di avere l’opportunità di giocare con loro.
La prima squadra, una commozione cerebrale, i Mondiali U20, gli juniori élite: una stagione intensa per te...
La reputo positiva nonostante il brutto momento dell’infortunio in settembre, che però mi ha fatto venire ancora più voglia di spingere al massimo. Sono contento di aver giocato regolarmente in prima squadra, ma lo sono altrettanto per le partite con gli élite, che mi hanno permesso di acquisire maggiore fiducia. E poi sì, il Mondiale (il suo secondo, ndr), un’esperienza fantastica dove ci si può confrontare con squadre e giocatori provenienti da tutto il mondo. Ad ogni modo, sono contento della mia stagione: rispetto all’anno scorso ho maggiori responsabilità e anche da parte mia oso di più senza paura di sbagliare.
Sei anche impegnato con la scuola: riesci a coniugare bene sport e studio?
Due anni fa il club e la scuola, la SCC di Bellinzona, hanno preparato un programma personalizzato che mi permettesse di seguire al meglio entrambe le attività. Dovrei terminare gli studi l’anno prossimo, ma il fatto di avere anche degli impegni scolastici non è un peso, anzi: così posso staccare ogni tanto allentando un po’ la pressione.
Il tuo contratto scade nel 2014: sei tentato dall’avventura oltre oceano?
Preferisco rimanere qui e allenarmi con giocatori di esperienza che mi possono insegnare molto. Se avessi voluto partire, forse avrei dovuto farlo già prima. Se un giorno dovessi giocare in NHL mi piacerebbe arrivarci come ha fatto Damien Brunner, cioè più tardi, dopo essermi affermato in Svizzera.
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