"Sono come un turista. Sono il sesto straniero." Le parole di un deluso e arrabbiato Bednar (che domani potrebbe anche giocare)

"Sono qui come un turista. Ormai sono il sesto straniero. Io sono pronto a giocare e lo ero già per l'ultima partita prima della pausa della nazionale. Sono pronto, ma la decisione di farmi giocare o meno, non è nelle mie mani ma spetta all'allenatore"
Parole forti quelle di un Bednar arrabbiato ma forse ancor più deluso della situazione che sta vivendo a Lugano. L'infortunio al ginocchio dovrebbe ormai essere alle spalle e l'attaccante ceco vorrebbe dare una mano alla squadra bianconera. Ma sino ad ora Larry Huras ha preferito puntare su un quartetto fisso formato da Heikkinen, Metropolit, McLean e Bergeron.
"Anche quando giocavo ricevevo pochissimi minuti di gioco e così è difficile fare bene." ha aggiunto il 36enne di Praga che potrebbe però scendendere sul ghiaccio domani contro il Gotteron, considerando che l'influenza che ha mietuto molte vittime nello spogliatoio bianconero, ha colpito anche Bergeron.
La società, per voce del ds Roland Habisreutinger, ha voluto chiarire la situazione: "È normale che un giocatore voglia giocare ma sta a lui convincere l'allenatore di essere meglio degli altri. Inoltre, l'infortunio di Bednar ha toccato i legamenti interni del ginocchio e per rientrare sono necessarie almeno sei settimane. Credere di essere pronto è diverso dall'esserlo realmente."
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