Media: commenti e notizie

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Jean Valjean
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Re: Media: commenti e notizie

Messaggio da Jean Valjean »

Il Corvo di Cadro ha scritto: 3 dic 2024, 16:33 Salve a tutti,

vi leggo da almeno 15 anni (dai tempi in cui si parlava di Arno Del Curto in dirittura d'arrivo).

Il problema dell'HCL é la dirigenza, e meglio la Presidente.

Potremmo forse avere una salvezza, il giorno che la Vicky comprenderà che deve fare l'unica cosa semplice possibile: dare carta bianca ad un CEO esterno, di comprovata esperienza, che avrà carta bianca su ogni aspetto gestionale della società.

La Vicky deve capire, che ha fallito quale Presidente-Manager, si "accontenti" di godersi l'HCL, di fare la Tifosa Nr. 1 e di presiedere il CdA (dal quale dovrebbero essere epurati almeno 4 membri subito). Visto il suo carattere orgoglioso dubito fortemente che ciò avverrà.

Per fare un esempio molto banale, guardate il FCL: il buon Mansueto se ne infischia di gestire la sosicteà, lui é il proprietario e basta: viene a vedere qualche partita, fa qualche foto con i tifosi e rilascia due volte all'anno un'intervista; ha per contro delegato tutta le gestione ad un ogni dei migliori dirigenti sportivi presenti in Svizzera negli ultimi 20 anni. I risultati sono lì da vedere.

La Vicky ci tiene troppo al Ligano (poi adesso ancora di più, vista la morte di Geo), ma deve capire che sarebbe tutto più semplice (non facile) se facesse un passo indietro e delegasse l'amministrazione totale delle operazioni ad un terzo esterno.
Benvenuto! Dici molte cose condivisibili e credo di essere stato tra i primi qua dentro a evidenziare il "problema Vicky" e la sua gestione.
Io sono arrivato al punto di auspicare la ricerca di nuovi investitori, come fece Renzetti, anche perché per avere successo bisogna forzatamente metterci più soldi.

Il problema è che l'hockey non è il calcio, è uno sport di nicchia a livello globale. Il fatto che le dimensioni delle piste non siano quelle Nordamericane non aiuta (neanche il fatto di avere una quota sugli stranieri). Una franchigia americana o canadese non ha alcun interesse a investire qui, non potendo sfruttare il club per scopi sportivi.

Sotto questo aspetto secondo me, anche la federazione, se vuole stare al passo con i tempi deve iniziare una "rivoluzione".
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Paul Martel
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Re: Media: commenti e notizie

Messaggio da Paul Martel »

Tral’altro forumista sulla rivista lugano hockey ahahahah
La gente come noi ...
barabitt
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Re: Media: commenti e notizie

Messaggio da barabitt »

Paul Martel ha scritto: 7 dic 2024, 13:13 Tral’altro forumista sulla rivista lugano hockey ahahahah
;)
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Jean Valjean
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Re: Media: commenti e notizie

Messaggio da Jean Valjean »

Stamkos84 ha scritto: 3 dic 2024, 14:52 Per info…il nostro budget è 20 milioni…come quello
Di Ambrì, Davos bienne ….
Berna losanna e zugo sono sopra..
Zurigo nettamente sopra (si parla di 50)

La domanda vera è: perché il Davos ed il bienne con lo stesso budget fanno molto meglio?
un tempo eravamo la squadra con il budget più alto, poi siamo stati affiancati ed infine sorpassati da altre squadre, più passa il tempo più scendiamo in questa classifica. Davvero non fa riflettere a chi ha a cuore le sorti del Lugano?
Thor41
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Re: Media: commenti e notizie

Messaggio da Thor41 »

Ormai non le beve più nessuno le comunicazioni del comitato…

HC Lugano: il puzzle e il riccio
L'improvvisa partenza di Justin Schultz – e le motivazioni addotte – traducono ancora una volta il malessere che attanaglia il club bianconero

Doveva essere il Deus ex machina, l’uomo della provvidenza pronto a caricarsi sulle spalle il Lugano per tirarlo fuori dalla melma. Ed invece l’avventura di Justin Schultz in bianconero è durata meno di due mesi. Verrà ricordato come uno degli stranieri che ci ha messo più tempo ad arrivare in Svizzera – dopo l’annuncio del suo ingaggio – e che se n’è andato più velocemente. Otto presenze per bruciare una licenza. Mica male. La seconda, dopo quella utilizzata per Adam Huska, il portiere subito finito ai margini del progetto. Sempre che ci sia un progetto, a Lugano. Schultz – stando al comunicato della società – se ne va «per motivi strettamente personali». Come se si fosse alzato, una mattina, e di punto in bianco avesse deciso di lasciare il Ticino. E di chiudere addirittura la carriera. Solo a Lugano, vien da dire. Ci sono sempre ragioni personali, alla base di decisioni di questo tipo. Non si trattava di sbandierarli ai quattro venti, ma ancora una volta nelle difficoltà il club ha scelto di chiudersi a riccio e di non commentare l’ennesima tegola di questa disastrata stagione. La trasparenza, questa sconosciuta. E allora di riflesso – fisiologicamente – il malumore della piazza aumenta.

Forse il Lugano non si è reso conto che di questi tempi, alla Cornèr Arena, parlano anche i muri: diventa sempre più complicato nascondere la polvere sotto il tappeto. Sì, anche sul caso Schultz i muri parlano. Una classifica che mette i brividi, una squadra sfiduciata, scelte di mercato al limite del comprensibile e dell’accettabile, i messaggi inviati da capitan Thürkauf, la decisione di affiancare Antti Törmänen a Gianinazzi e adesso anche l’improvvisa partenza di Schultz. Tanti pezzi di un puzzle che traducono un malessere profondo, che si trascina ormai da anni. Senza che – ed è questo l’aspetto più grave – ci sia davvero una presa di coscienza della situazione, ai piani alti. Se non a parole: ma quelle, si sa, se le porta via il vento. Il Lugano è caduto talmente in basso in questi ultimi anni – e non solo a livello di punti in classifica – che se scava ancora un po’ rischia di trovare il petrolio, sotto la pista. Già, a volte bisogna farsi una risata, per non piangere. La situazione in cui si è cacciato il Lugano invita inoltre a pensare male. Si fa peccato – diceva Giulio Andreotti – ma quasi sempre ci si azzecca. La malattia che ha impedito a Schultz di scendere in pista nelle due partite dello scorso weekend – costringendo la squadra bianconera a giocare con uno straniero di movimento in meno – appare oggi più diplomatica che reale. No?
La verità – che ci eravamo permessi di scrivere in tempi non sospetti – è che Schultz con un minimo di pianificazione non avrebbe mai dovuto arrivare in Ticino. Non era il profilo giusto, funzionale ai bisogni di una squadra in piena crisi. A 34 anni era fermo da mesi, con la pancia piena di successi e un ricchissimo conto in banca. «Ma non potevamo lasciarci sfuggire un’occasione così», avevano affermato dirigenti e staff tecnico. Il risultato oggi è sotto gli occhi di tutti. Lo scenario di un inverno bianconero che si annuncia lungo e rigidissimo sembra già scritto: chi rischia di più, a fine campionato, è Hnat Domenichelli. Il direttore sportivo – non esente da colpe, anzi… – pagherà con ogni probabilità per tutti. E diventerà il capro espiatorio sul quale pulirsi la coscienza, distogliendo l’attenzione dai veri problemi. E chissà, magari la separazione verrà ufficialmente motivata da «motivi strettamente personali».

https://www.cdt.ch/sport/la-casa-dellho ... fi3QLZ5RbQ
barabitt
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Re: Media: commenti e notizie

Messaggio da barabitt »

Thor41 ha scritto: 13 dic 2024, 15:28 Ormai non le beve più nessuno le comunicazioni del comitato…

HC Lugano: il puzzle e il riccio
L'improvvisa partenza di Justin Schultz – e le motivazioni addotte – traducono ancora una volta il malessere che attanaglia il club bianconero

Doveva essere il Deus ex machina, l’uomo della provvidenza pronto a caricarsi sulle spalle il Lugano per tirarlo fuori dalla melma. Ed invece l’avventura di Justin Schultz in bianconero è durata meno di due mesi. Verrà ricordato come uno degli stranieri che ci ha messo più tempo ad arrivare in Svizzera – dopo l’annuncio del suo ingaggio – e che se n’è andato più velocemente. Otto presenze per bruciare una licenza. Mica male. La seconda, dopo quella utilizzata per Adam Huska, il portiere subito finito ai margini del progetto. Sempre che ci sia un progetto, a Lugano. Schultz – stando al comunicato della società – se ne va «per motivi strettamente personali». Come se si fosse alzato, una mattina, e di punto in bianco avesse deciso di lasciare il Ticino. E di chiudere addirittura la carriera. Solo a Lugano, vien da dire. Ci sono sempre ragioni personali, alla base di decisioni di questo tipo. Non si trattava di sbandierarli ai quattro venti, ma ancora una volta nelle difficoltà il club ha scelto di chiudersi a riccio e di non commentare l’ennesima tegola di questa disastrata stagione. La trasparenza, questa sconosciuta. E allora di riflesso – fisiologicamente – il malumore della piazza aumenta.

Forse il Lugano non si è reso conto che di questi tempi, alla Cornèr Arena, parlano anche i muri: diventa sempre più complicato nascondere la polvere sotto il tappeto. Sì, anche sul caso Schultz i muri parlano. Una classifica che mette i brividi, una squadra sfiduciata, scelte di mercato al limite del comprensibile e dell’accettabile, i messaggi inviati da capitan Thürkauf, la decisione di affiancare Antti Törmänen a Gianinazzi e adesso anche l’improvvisa partenza di Schultz. Tanti pezzi di un puzzle che traducono un malessere profondo, che si trascina ormai da anni. Senza che – ed è questo l’aspetto più grave – ci sia davvero una presa di coscienza della situazione, ai piani alti. Se non a parole: ma quelle, si sa, se le porta via il vento. Il Lugano è caduto talmente in basso in questi ultimi anni – e non solo a livello di punti in classifica – che se scava ancora un po’ rischia di trovare il petrolio, sotto la pista. Già, a volte bisogna farsi una risata, per non piangere. La situazione in cui si è cacciato il Lugano invita inoltre a pensare male. Si fa peccato – diceva Giulio Andreotti – ma quasi sempre ci si azzecca. La malattia che ha impedito a Schultz di scendere in pista nelle due partite dello scorso weekend – costringendo la squadra bianconera a giocare con uno straniero di movimento in meno – appare oggi più diplomatica che reale. No?
La verità – che ci eravamo permessi di scrivere in tempi non sospetti – è che Schultz con un minimo di pianificazione non avrebbe mai dovuto arrivare in Ticino. Non era il profilo giusto, funzionale ai bisogni di una squadra in piena crisi. A 34 anni era fermo da mesi, con la pancia piena di successi e un ricchissimo conto in banca. «Ma non potevamo lasciarci sfuggire un’occasione così», avevano affermato dirigenti e staff tecnico. Il risultato oggi è sotto gli occhi di tutti. Lo scenario di un inverno bianconero che si annuncia lungo e rigidissimo sembra già scritto: chi rischia di più, a fine campionato, è Hnat Domenichelli. Il direttore sportivo – non esente da colpe, anzi… – pagherà con ogni probabilità per tutti. E diventerà il capro espiatorio sul quale pulirsi la coscienza, distogliendo l’attenzione dai veri problemi. E chissà, magari la separazione verrà ufficialmente motivata da «motivi strettamente personali».

https://www.cdt.ch/sport/la-casa-dellho ... fi3QLZ5RbQ
Ho appena fatto i complimenti a Flavio per l'articolo, non poteva trovare parole migliori per descrivere la situazione a Lugano. Tutto ciò che dice è perfettamente consono con la realtà delle cose!! Non ci resta che attendere con birra e popcorn le prossime vicende, saranno o come un film comico o come un horror, Comunque entrambi di bassissimo livello (tipo: Giovannona coscialunga o un qualche horror splatter trash di 3. categoria) !!
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Kenta
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Re: Media: commenti e notizie

Messaggio da Kenta »

Stiamo diventando uno zimbello!
Davos, 1. marzo 1986: c'ero anch'io!
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Bernie
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Re: Media: commenti e notizie

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Kenta ha scritto: 13 dic 2024, 17:06 Stiamo diventando uno zimbello!
Per un attimo avevo letto zibello... :D

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#RIDATECI-IL-NOSTRO-LUGANO!!
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ciccio33
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Re: Media: commenti e notizie

Messaggio da ciccio33 »

Bravo Viglezio, come sempre mette il dito nella piaga :clapping: ... che più che piaga sta diventando un cratere. Per rispondere a barabitt: gli unici che si sbellicano dalle risate sono gli altri club, a noi tocca vedere questa farsa tragicomica che è diventato il Lugano. Una tristezza.
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barabitt
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Re: Media: commenti e notizie

Messaggio da barabitt »

ciccio33 ha scritto: 13 dic 2024, 17:21 Bravo Viglezio, come sempre mette il dito nella piaga :clapping: ... che più che piaga sta diventando un cratere. Per rispondere a barabitt: gli unici che si sbellicano dalle risate sono gli altri club, a noi tocca vedere questa farsa tragicomica che è diventato il Lugano. Una tristezza.
....ah quelli si sbellicano di brutto !!
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