wyoming ha scritto:..... e nei 3 anni precedenti......
Finché si additerà qualcun altro ... ahimé saremo condannati a soffrire.
Basta con sta vecchia dirigenza. Basta con i capri espiatori.
È inutile incolpare gli altri delle proprie incompetenze.
Dietra la parola progetto ci sono tante persone a nascondersi e non prendersi le proprie responsabilità.
Ce ne vuole sì uno con le palle in panchina, come Bozon, ma oltre a quello che ha Bozon, ci vuole pure tattica. E una dirigenza umile.
Come fai a predicare umiltà in uno spogliatoio quando il vertice della piramide societaria é boriosa.
Basta distruggermi i miti. Anche Bozon é stato distrutto.
E la testa in questo caso è la società. Ai tempi di Kaufmann tutto questo non sarebbe successo.
Tutto il resto (allenatore, vice, giocatori) sono la logica conseguenza di una società allo sbando.
Soluzioni?
Ci vuole un "Uomo forte", qualcuno con le palle che sappia mettere ordine in quel casino che è diventato il Club. In altri tempi avrei pensato al Geo...sicuramente non al nostro attuale presidente.
Non bisogna comunque cadere nell'errore di non voler cacciare un allenatore solo perché ne son stati cacciati tanti finora.
Bozon, a mio modesto parere, é uno con le palle che serve alla causa. Tuttavia non ha forse le competenza, o perlomeno non ancora, per essere Head-coach. Lo vedevo bene come assistente allenatore.
Dall'altra parte c'é chi sta facendo il pugno di ferro oltre a Bozon (ovvero il Rolando) che ne sta facendo di tutti i colori: il mega contratto a Sannitz, la conferma di Kamber, Aeabischer etc... sono opera sua. Così come l'ingaggio del fantasma Clymer: si é accorto a settembre a campionato iniziato che il ginocchio era rotto. Senza parlare di proclami fatti al vento (vedi Metropoli etc, ma chissenefrega) e di tutto il resto. Ad ogni modo, la statistica attuale é desolante: non credo che Bozon non abbia colpe. I giocatori hanno sicuramente colpa, anzi ancor di più visto che son loro che scendono sul ghiaccio a giocare. Comunque sia, come detto da Nyla, togliamo i 12 goal segnati all'Ambrì e quelle due vittorie e ti accorgi che avremmo delle statistiche penose! Ma chissenefrega anche delle statistiche direte. Va bene.
Il tutto però é sostenuto da una società che dietro la parola progetto si sta nascondendo e nasconde la propria responsabilità. In un progetto, ci sono fasi intermedie, in cui si fa il punto della situazione. Questo a Lugano non viene fatto.
Abbiamo cacciato Robitaille ed Hamilton perché lazzaroni: ottimo bene, linea giusta. Però poi guarda chi han confermato, chi han tenuto. Ma per lasciare del marcio nella società, preferivo che il marcio si chiamasse Robitaille, Hamilton: é triste da dirsi ma é così.
Dice bene wyoming, muoversi sul mercato degli svizzeri è difficile e richiede 2-3 stagioni di tempo. La nuova dirigenza, con il DS in prima fila, ha confermato Sannitz e Kamber, ripreso Reuille, lasciato andare Hanni ed acquistato Ulmer e Kienzle. Volendo essere generosi gli si puó dare la sufficienza. Anche se la recente esclusione di Kamber e Sannitz lascia quantomeno perplessi. Personalmente non li biasimo piú di tanto per non essere riusciti ad aggangiare altri giocatori svizzeri presenti sul mercato, attualmente Lugano non è una piazza che attrae facilmente giocatori di buon livello.
Quel che trovo assolutamente fallimentare è la gestione del mercato degli stranieri, il nostro contingente stranieri è di una pochezza disarmante. Ed a questo si deve aggiungere Clymer ed il fantomatico giocatore migliore di Metro che ci ha dato buca in settembre. Abbiamo fallito appunto dove avevamo la maggiore possibilità di agire ed attuare cambiamenti.
Quel che trovo assolutamente fallimentare è la gestione del mercato degli stranieri, il nostro contingente stranieri è di una pochezza disarmante. Ed a questo si deve aggiungere Clymer ed il fantomatico giocatore migliore di Metro che ci ha dato buca in settembre. Abbiamo fallito appunto dove avevamo la maggiore possibilità di agire ed attuare cambiamenti.
Eh si, ti quoto Massimo... di stranieri ne puoi sbagliare uno, può capitare, (vedi lo scorso anno con il Catalogo) ma TUTTI in una volta sola!!! Dare più responsabilità agli svizzeri? Ma e se questi non girano?? Il DS invece di sparare proclami (vedi l'infelice uscita su Metro e altre simili) dovrebbe tacere e recitare il Mea Culpa, lui e il genio che l'ha messo in carica!!!
ciccio33 ha scritto: di stranieri ne puoi sbagliare uno, può capitare, (vedi lo scorso anno con il Catalogo) ma TUTTI in una volta sola!!!
La scorsa primavera dicevo appunto che dovendo prendere 3/4 stranieri nuovi almeno un bidone sarebbe stato inevitabile, forse due. Evidentemente ho peccato di ottimismo
LUGANO – Difficilmente la trasferta di Friborgo sarebbe potuta essere la partita ideale per riportare in carreggiata il Lugano, che mai in questa stagione è stato saldamente sulla strada che porta ai playoff ma che a Langnau aveva vergognosamente sbandato perdendo addirittura per 9-1. Le conseguenze in casa bianconera non si sono fatte attendere, con l'esclusione dalla trasferta di martedì di Sannitz, Kamber ed Helbling, rei di non impegnarsi da tempo come si conviene sul ghiaccio.
Fatto sta, ad ogni modo, che nella vittoria all'ex St. Léonard non ci ha creduto verosimilmente nessuno. Anzi, dopo il gol di Rytz dopo soli quattro minuti, probabilmente c'è chi ha temuto un “Emmental bis” ma il Friborgo, ridotto a soli due stranieri, si è accontentato di condurre in porto la partita, limitandosi a controllare il risultato nel terzo conclusivo.
Il Lugano è così di nuovo sotto la linea, con venti punti conquistati in diciotto partite, rendendo ora impossibile nascondersi dalle ire dei media, finora giustamente troppo occupati ad analizzare la situazione dei cugini di Valle per poter trovare il tempo di scatenasi anche sui bianconeri. “Quanto successo negli ultimi giorni ha pesato molto sul morale della squadra – ha commentato l'allenatore Bozon ai microfoni della RSI – non sono situazioni facili da gestire a livello mentale, una sconfitta come quella di Langnau può fare molto male. A Friborgo abbiamo però dimostrato di non voler abbassare le braccia, giocando un buon terzo tempo nonostante il passivo”.
La calma palesata all'esterno non è però probabilmente tale tra le mura dello spogliatoio il cui clima, dopo i tanti episodi negativi, non sarà indubbiamente tra i più sereni. “Vogliamo costruire qualcosa e per questo abbiamo preso delle decisioni forti”, ha spiegato Bozon. “Questi giocatori non sono stati scartati, perlomeno due di loro, mentre dell'altro conoscete benissimo la situazione. Sta a loro dimostrare di voler tornare nel gruppo e provare di essere capaci di dare il massimo... È il messaggio che vogliamo dare, dobbiamo lavorare assieme per poter risalire”.
A dimostrare di voler dare tutto Helbling ci aveva già provato nell'allenamento incriminato di lunedì, quando ha però esagerato nel volere reagire alle parole dell'allenatore. “Per me queste cose sono normali – ha spiegato il difensore sulle colonne del Blick – in allenamento ci deve essere intensità e durezza come in partita. Dopo la decisione di Bozon di lasciarmi a casa ero chiaramente più motivato ad impegnarmi e a fare un allenamento buono e duro... Secondo me il contrasto su Conne non era fuori luogo”.
Il coach francese non è però stato dello stesso avviso, ritenendo inaccettabile il comportamento di Hebling, che di fatto era finito per azzuffarsi con il compagno. “Ha ritenuto troppo emotiva la mia reazione. Devo accettare la decisione dell'allenatore, ora vedremo cosa succederà”, ha concluso il numero cinque.