Intervista oggi sul Cdt... interessanti anche le parole di Valtteri Filppula
Incontri Alla scoperta di Jani Lajunen
Il nuovo finlandese del Lugano si racconta: «Lavorerò duramente per il bene della squadra» Valtteri Filppula: «Apprezzerà quella magnifica città dove ero stato a trovare mio fratello Ilari»
PArigi Giovedì, quando il Lugano ha ufficializzato l’ingaggio di Jani Lajunen per la prossima stagione, il centro finlandese si stava godendo una soleggiata giornata libera con la sua famiglia. Ieri, consapevole del grande interesse mediatico scatenato dall’annuncio, il 26.enne si è messo a disposizione dei media ticinesi presenti a Parigi per una breve chiacchierata. Ad accoglierlo c’era anche Luca Righetti, responsabile della comunicazione dell’HCL, pronto ad immortalarlo con in mano una t-shirt inequivocabile: «Property of Lugano». «Roba nostra», insomma. Poi l’ex centro del Tappara Tampere, fresco di titolo nazionale in patria, ha iniziato a raccontarsi, spiegando come mai abbia scelto di proseguire la sua carriera proprio alla Resega: «Mi è sempre piaciuta la Svizzera e ho sempre apprezzato il campionato elvetico. In questo momento della mia vita, dopo un campionato vinto in Svezia e due in Finlandia, la ritenevo l’opzione migliore. È una nuova sfida, in un contesto diverso. Ad essere sincero, però, non ho ancora fatto molte ricerche su quello che mi aspetta in Ticino perché sono focalizzato sui Mondiali». Cosa devono attendersi da lui i tifosi bianconeri? «Sono un centro two-ways, cerco sempre di dare una mano alla mia squadra difensivamente, ma anche di farmi valere in attacco. Sono abituato a darmi da fare in box-play e power-play. So che in Svizzera ci si attende sempre molto dagli stranieri, io non sono uno scorer in senso stretto, ma in pista do sempre il massimo per aiutare i compagni. Mi piace creare spazio per chi gioca al mio fianco, facilitando il compito alle ali. Fuori dal ghiaccio sono un ragazzo allegro, ma in pista sono molto serio».
Dal lavoro sporco di Jani Lajunen potrebbe trarre beneficio Linus Klasen, una sua vecchia conoscenza: «Non ho studiato il roster attuale del Lugano, ma sicuramente Linus è quello che conosco meglio per averlo affrontato diverse volte in Svezia». Nella scorsa stagione, con il Tappara Tampere, Lajunen ha sfidato due volte i bianconeri nella fase a gironi della Champions Hockey League: «In quell’occasione non ebbi tempo per visitare la città, ma conservo un buon ricordo della pista e delle due partite disputate contro il Lugano. Mi piaceva il modo in cui giocava». Domani la Finlandia affronterà la Svizzera e gli occhi di molti tifosi ticinesi saranno puntati su di lui: «Sarà una partita dura, i rossocrociati stanno giocando bene. Noi abbiamo alternato cose buone ed altre meno buone, possiamo crescere e sento che il meglio deve ancora arrivare».
La star NHL garantisce per lui
Tra i pochi giocatori di NHL ad aver risposto positivamente alla convocazione per i Mondiali parigini c’è Valtteri Filppula, vincitore di una Stanley Cup con i Detroit Red Wings e attualmente in forza ai Philadelphia Flyers dopo quattro stagioni a Tampa Bay. A lui, fratello dell’ex bianconero Ilari, abbiamo chiesto un parere sul Lajunen: «Jani è un buon giocatore a tutta pista, muove bene il disco e vi garantisco che ha anche un buon tiro», garantisce il 33.enne di Vantaa. «Sono certo che in Svizzera saprà farsi apprezzare e che aiuterà parecchio il Lugano, una squadra che ho imparato a conoscere negli scorsi anni. Ci sono stato una volta, quando sono venuto a trovare Ilari poco prima di iniziare la stagione in Nordamerica. È un posto magnifico, Jani lo amerà di sicuro. La squadra è molto seguita ed ha una grande tradizione, mio fratello ha sempre speso belle parole sull’organizzazione nonostante la sua avventura in bianconero si sia interrotta precocemente.
Piacerebbe anche a me giocarci un giorno».
A Valtteri Filppula abbiamo chiesto anche un commento sui Mondiali in chiaroscuro della Finlandia (7 punti in quattro partite, due sconfitte con Francia e Cechia): «Fin qui abbiamo giocato bene alcuni spezzoni di partita, ora dobbiamo prolungare queste buone performance sui sessanta minuti. L’ultima partita contro la Slovenia era iniziata male, siamo andati subito in svantaggio, ma in definitiva abbiamo giocato un buon match, uscendo alla distanza. Le nostre ultime due prestazioni sono state le migliori e questo è incoraggiante. Non ci resta che continuare ad alzare il nostro livello e giocare sempre meglio». Oggi i finlandesi se la vedranno con la Norvegia, mentre domani incroceranno i bastoni con i rossocrociati: «Quella contro la Svizzera sarà una gara dura, come tutte del resto. Non ce n’è una più facile delle altre. Da quanto ho potuto osservare in questi giorni, tutti i giocatori elvetici sono molto veloci e sanno muovere bene il disco. Davanti, inoltre, ho visto alcuni elementi di talento. Dovremo impegnarci a fondo, per noi è un weekend molto importante».
L’inviato: «A Tampere ci mancherà»
«Jani Lajunen mancherà moltissimo al Tappara». A dircelo è Tapani Salo, giornalista finlandese di «Aamulehti», il più importante quotidiano di Tampere. «Nella nostra città ha lasciato il segno. Negli ultimi due anni la squadra ha vinto il campionato e lui è stato uno dei motivi del successo. È un vincente e un grande lavoratore. Difensivamente è molto efficace e in attacco sa creare spazi per le ali. Non è uno scorer, da lui non dovete attendervi molti gol, ma chi gli giocherà a fianco verrà valorizzato dalla sua presenza. In power-play fa cose importanti davanti alla porta. Ha un gran fisico, grande forza: è difficile da spostare. Credo che in Svizzera possa avere un buon impatto soprattutto sul piano mentale e della leadership. È nel pieno della sua maturità. So che a Lugano vi è un’importante tradizione di finlandesi, i primi che mi vengono in mente sono Nummelin e Peltonen. Stiamo parlando di un giocatore diverso, lontano da quei fenomeni, ma sa come vincere. Lo ha fatto per tre anni di fila».