Puoi riassumere il motivo, mi interessa molto, grazie !
Mikkel Bødker
Moderatore: Thor41
Re: Mikkel Bødker
Re: Mikkel Bødker
Mettere un link sarebbe stata cosa buona e giusta.
Re: Mikkel Bødker
Una decina di partite per adattarsi, una seconda parte di regular season ad ottimi livelli e poi il crollo, come il resto della squadra, nei playoff. La prima stagione di Mikkel Boedker a Lugano è stata caratterizzata da alti e bassi, con il danese che ha però fatto tesoro dell'esperienza accumulata fin qui: "L'anno scorso ho avuto bisogno di adattarmi, ma poi credo di aver giocato abbastanza bene. Devo ricominciare a costruire dalle basi messe nel campionato scorso e spero di aiutare la squadra con i miei punti".
“Portare la Danimarca alle Olimpiadi è una delle cose di cui vado più fiero” Mikkel Boedker
La stagione dei bianconeri è iniziata presto con le sfide di Champions Hockey League. Un buon modo per l'ala 31enne di alzare subito il ritmo: "Giocare contro squadre forti e misurarci contro club di altre Nazioni è sicuramente un vantaggio, ci ha permesso di arrivare al campionato con automatismi ben definiti e buona intensità". Soprattutto se la National League si apre con la sfida al Rapperswil: "Iniziare contro la squadra che ti ha eliminato dà della carica in più, sarà l'occasione per mettere in pratica quanto di buono fatto durante il preseason".
“Portare la Danimarca alle Olimpiadi è una delle cose di cui vado più fiero” Mikkel Boedker
La stagione dei bianconeri è iniziata presto con le sfide di Champions Hockey League. Un buon modo per l'ala 31enne di alzare subito il ritmo: "Giocare contro squadre forti e misurarci contro club di altre Nazioni è sicuramente un vantaggio, ci ha permesso di arrivare al campionato con automatismi ben definiti e buona intensità". Soprattutto se la National League si apre con la sfida al Rapperswil: "Iniziare contro la squadra che ti ha eliminato dà della carica in più, sarà l'occasione per mettere in pratica quanto di buono fatto durante il preseason".
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Re: Mikkel Bødker
Anche sul CdT c'è un'intervista a Boedker... Visto che è un articolo a pagamento, si può già postare? o meglio aspettare almeno domani?
Re: Mikkel Bødker
“Portare la Danimarca alle Olimpiadi è una delle cose di cui vado più fiero” Mikkel Boedker, 3 partite, 0 gol, 0 assist, -1.
"Ogni stagione regala nuove opportunità", ma non si è certo presentato in forma per impressionare il nuovo staff tecnico e riconquistare i tifosi.
Adattamento...è una scusa un po' imbarazzante per uno che ha giocato 700 partite in nhl. Piste grandi...ok...ma Carr non ha avuto queste difficoltà.
Giocato abbastanza bene? No. Punti? Non ne fa.
È carico per la rivincita con il Rappi? Anche prima dei playoff aveva detto di esser carico...

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Re: Mikkel Bødker
Intervista insignificante (scusate il no editing)
Mercoledì 21 aprile 2021, gara-5 dei quarti di finale. Al 17’ del secondo tempo supplementare, Gian-Marco Wetter mette fine alla stagione del Lugano. Mikkel Boedker osserva la disfatta dagli spalti deserti della Cornèr Arena. Protagonista mancato dei playoff, con zero punti in quattro partite, l’attaccante danese è stato escluso per far posto a Troy Josephs. Una bocciatura che il numero 89 vuole mettersi alle spalle: «Anche per me comincia un nuovo capitolo e iniziare contro i Lakers ci darà una motivazione in più. Vogliamo cancellare quanto successo in aprile e ripartire con il piede giusto. Personalmente, devo dimostrare di essere un pezzo importante di questa squadra. È ciò che ho sempre cercato di fare. Voglio scendere in pista e dare tutto».
In assenza dell’infortunato Carr, oggi Boedker verrà schierato con Arcobello e Fazzini. Come ai vecchi tempi. «Ma la sostanza non cambia», dice il danese. «Chiunque ci sia al mio fianco, devo dare il massimo e provare di essere un bravo giocatore. Ci metteremo tantissima energia, la stessa che emana il nostro allenatore».
Su al Nord
Settimana scorsa, dopo aver conquistato una storica qualificazione olimpica con la sua nazionale, Mikkel ha raggiunto i bianconeri direttamente in Svezia per la sfida di Champions con lo Skelleftea: «Ho fatto un bel giretto: Copenaghen, Oslo, Skelleftea, Tampere. Nel weekend abbiamo affrontato due squadre molto forti e ne siamo usciti con 4 punti che ci mantengono in corsa per il passaggio del turno. In Svezia abbiamo giocato molto bene, mentre in Finlandia è stata più dura. Abbiamo impiegato un po’ di tempo ad adattarci alla piccola pista sostitutiva del Tappara, ma siamo riusciti a rientrare in partita portando a casa un punticino prezioso».
Il sogno olimpico
Domenica a Tampere, Boedker non ha brillato. Forse, nelle gambe e nella testa, c’era ancora la qualificazione olimpica a Pechino 2022, la prima per la Danimarca negli ultimi 75 anni: «È stato un momento incredibile, uno dei più intensi della mia carriera. Per una nazione piccola come la nostra, con appena 4.000 tesserati, è un traguardo storico. La mia generazione non ha mai vissuto nulla di simile e avere l’opportunità di andare ai Giochi è un sogno che si avvera. È stato bello qualificarsi, ma sarà ancora più bello essere lì a competere contro i più forti».
Negli ultimi anni l’hockey danese ha fatto tanti progressi: «Possiamo contare su giocatori di talento e bravi allenatori. Frans Nielsen è stato il nostro pioniere in NHL nel 2007, poi sono arrivate la mia generazione e quella successiva di Nikolaj Ehlers. Rispetto al passato, è cambiata anche la mentalità. Per tanti anni ci siamo accontentati di partecipare, di poter sfidare Canada, Russia o Svezia a un Mondiale. Ora, invece, giochiamo sempre per vincere. Ci proviamo».
L’amico biancoblù
Nella Danimarca gioca anche Peter Regin, il nuovo centro dell’Ambrì: «Di sicuro ci frequenteremo anche in Ticino. Era un mio amico prima di firmare per i biancoblù e continuerà ad esserlo, nonostante l’acerrima rivalità tra i nostri due club. Apprezzo la sua compagnia, sono contento che ci sia un altro ragazzo danese nella lega. Ma nei derby farò tutto il possibile per batterlo».
PUBBLICITÀ
Se per Boedker le qualificazioni olimpiche sono state una festa, altrettanto non si può dire per il Mondiale di Riga. Il suo torneo è infatti finito alla terza partita per una discata alla testa: «Ci sono volute tre settimane per riprendermi. Mi hanno messo 37 punti all’orecchio, divisosi in tre parti. Ho anche avuto problemi a livello di equilibrio. Purtroppo sono cose che capitano».
Quel pianto per Christian
Ben più grave quanto successo agli Europei di calcio al suo connazionale Christian Eriksen, collassato in campo per un arresto cardiaco: «Stavo guardando la partita in Tv ed ero emozionato per il debutto contro la Finlandia nello stadio di casa. Tutto il Paese era pronto a festeggiare. Invece quel giorno si è trasformato in un incubo, in una tragedia. Vedere Christian, un ragazzo che avevo già incontrato, crollare in quel modo, mi ha terrorizzato. Ho pianto anch’io, come tutti. Fortunatamente se l’è cavata e questa storia, per quanto drammatica, ha avuto degli effetti positivi. Ha unito il Paese. La Danimarca è diventata una squadra di sei milioni di persone. Il modo in cui i compagni hanno protetto Eriksen e si sono fatti forza l’uno con l’altro, ci ha ispirati tutti. Grazie a questo sentimento diffuso, la squadra ha trovato la forza per andare in semifinale. Dopo il buio, è tornata la luce».
Mercoledì 21 aprile 2021, gara-5 dei quarti di finale. Al 17’ del secondo tempo supplementare, Gian-Marco Wetter mette fine alla stagione del Lugano. Mikkel Boedker osserva la disfatta dagli spalti deserti della Cornèr Arena. Protagonista mancato dei playoff, con zero punti in quattro partite, l’attaccante danese è stato escluso per far posto a Troy Josephs. Una bocciatura che il numero 89 vuole mettersi alle spalle: «Anche per me comincia un nuovo capitolo e iniziare contro i Lakers ci darà una motivazione in più. Vogliamo cancellare quanto successo in aprile e ripartire con il piede giusto. Personalmente, devo dimostrare di essere un pezzo importante di questa squadra. È ciò che ho sempre cercato di fare. Voglio scendere in pista e dare tutto».
In assenza dell’infortunato Carr, oggi Boedker verrà schierato con Arcobello e Fazzini. Come ai vecchi tempi. «Ma la sostanza non cambia», dice il danese. «Chiunque ci sia al mio fianco, devo dare il massimo e provare di essere un bravo giocatore. Ci metteremo tantissima energia, la stessa che emana il nostro allenatore».
Su al Nord
Settimana scorsa, dopo aver conquistato una storica qualificazione olimpica con la sua nazionale, Mikkel ha raggiunto i bianconeri direttamente in Svezia per la sfida di Champions con lo Skelleftea: «Ho fatto un bel giretto: Copenaghen, Oslo, Skelleftea, Tampere. Nel weekend abbiamo affrontato due squadre molto forti e ne siamo usciti con 4 punti che ci mantengono in corsa per il passaggio del turno. In Svezia abbiamo giocato molto bene, mentre in Finlandia è stata più dura. Abbiamo impiegato un po’ di tempo ad adattarci alla piccola pista sostitutiva del Tappara, ma siamo riusciti a rientrare in partita portando a casa un punticino prezioso».
Il sogno olimpico
Domenica a Tampere, Boedker non ha brillato. Forse, nelle gambe e nella testa, c’era ancora la qualificazione olimpica a Pechino 2022, la prima per la Danimarca negli ultimi 75 anni: «È stato un momento incredibile, uno dei più intensi della mia carriera. Per una nazione piccola come la nostra, con appena 4.000 tesserati, è un traguardo storico. La mia generazione non ha mai vissuto nulla di simile e avere l’opportunità di andare ai Giochi è un sogno che si avvera. È stato bello qualificarsi, ma sarà ancora più bello essere lì a competere contro i più forti».
Negli ultimi anni l’hockey danese ha fatto tanti progressi: «Possiamo contare su giocatori di talento e bravi allenatori. Frans Nielsen è stato il nostro pioniere in NHL nel 2007, poi sono arrivate la mia generazione e quella successiva di Nikolaj Ehlers. Rispetto al passato, è cambiata anche la mentalità. Per tanti anni ci siamo accontentati di partecipare, di poter sfidare Canada, Russia o Svezia a un Mondiale. Ora, invece, giochiamo sempre per vincere. Ci proviamo».
L’amico biancoblù
Nella Danimarca gioca anche Peter Regin, il nuovo centro dell’Ambrì: «Di sicuro ci frequenteremo anche in Ticino. Era un mio amico prima di firmare per i biancoblù e continuerà ad esserlo, nonostante l’acerrima rivalità tra i nostri due club. Apprezzo la sua compagnia, sono contento che ci sia un altro ragazzo danese nella lega. Ma nei derby farò tutto il possibile per batterlo».
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Se per Boedker le qualificazioni olimpiche sono state una festa, altrettanto non si può dire per il Mondiale di Riga. Il suo torneo è infatti finito alla terza partita per una discata alla testa: «Ci sono volute tre settimane per riprendermi. Mi hanno messo 37 punti all’orecchio, divisosi in tre parti. Ho anche avuto problemi a livello di equilibrio. Purtroppo sono cose che capitano».
Quel pianto per Christian
Ben più grave quanto successo agli Europei di calcio al suo connazionale Christian Eriksen, collassato in campo per un arresto cardiaco: «Stavo guardando la partita in Tv ed ero emozionato per il debutto contro la Finlandia nello stadio di casa. Tutto il Paese era pronto a festeggiare. Invece quel giorno si è trasformato in un incubo, in una tragedia. Vedere Christian, un ragazzo che avevo già incontrato, crollare in quel modo, mi ha terrorizzato. Ho pianto anch’io, come tutti. Fortunatamente se l’è cavata e questa storia, per quanto drammatica, ha avuto degli effetti positivi. Ha unito il Paese. La Danimarca è diventata una squadra di sei milioni di persone. Il modo in cui i compagni hanno protetto Eriksen e si sono fatti forza l’uno con l’altro, ci ha ispirati tutti. Grazie a questo sentimento diffuso, la squadra ha trovato la forza per andare in semifinale. Dopo il buio, è tornata la luce».
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formaggino
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Re: Mikkel Bødker
non vedo nulla di male in questa intervista, forse si è sempre un po' tendenziosi.Jean Valjean ha scritto: 8 set 2021, 13:47 Intervista insignificante (scusate il no editing)
Mercoledì 21 aprile 2021, gara-5 dei quarti di finale. Al 17’ del secondo tempo supplementare, Gian-Marco Wetter mette fine alla stagione del Lugano. Mikkel Boedker osserva la disfatta dagli spalti deserti della Cornèr Arena. Protagonista mancato dei playoff, con zero punti in quattro partite, l’attaccante danese è stato escluso per far posto a Troy Josephs. Una bocciatura che il numero 89 vuole mettersi alle spalle: «Anche per me comincia un nuovo capitolo e iniziare contro i Lakers ci darà una motivazione in più. Vogliamo cancellare quanto successo in aprile e ripartire con il piede giusto. Personalmente, devo dimostrare di essere un pezzo importante di questa squadra. È ciò che ho sempre cercato di fare. Voglio scendere in pista e dare tutto».
In assenza dell’infortunato Carr, oggi Boedker verrà schierato con Arcobello e Fazzini. Come ai vecchi tempi. «Ma la sostanza non cambia», dice il danese. «Chiunque ci sia al mio fianco, devo dare il massimo e provare di essere un bravo giocatore. Ci metteremo tantissima energia, la stessa che emana il nostro allenatore».
Su al Nord
Settimana scorsa, dopo aver conquistato una storica qualificazione olimpica con la sua nazionale, Mikkel ha raggiunto i bianconeri direttamente in Svezia per la sfida di Champions con lo Skelleftea: «Ho fatto un bel giretto: Copenaghen, Oslo, Skelleftea, Tampere. Nel weekend abbiamo affrontato due squadre molto forti e ne siamo usciti con 4 punti che ci mantengono in corsa per il passaggio del turno. In Svezia abbiamo giocato molto bene, mentre in Finlandia è stata più dura. Abbiamo impiegato un po’ di tempo ad adattarci alla piccola pista sostitutiva del Tappara, ma siamo riusciti a rientrare in partita portando a casa un punticino prezioso».
Il sogno olimpico
Domenica a Tampere, Boedker non ha brillato. Forse, nelle gambe e nella testa, c’era ancora la qualificazione olimpica a Pechino 2022, la prima per la Danimarca negli ultimi 75 anni: «È stato un momento incredibile, uno dei più intensi della mia carriera. Per una nazione piccola come la nostra, con appena 4.000 tesserati, è un traguardo storico. La mia generazione non ha mai vissuto nulla di simile e avere l’opportunità di andare ai Giochi è un sogno che si avvera. È stato bello qualificarsi, ma sarà ancora più bello essere lì a competere contro i più forti».
Negli ultimi anni l’hockey danese ha fatto tanti progressi: «Possiamo contare su giocatori di talento e bravi allenatori. Frans Nielsen è stato il nostro pioniere in NHL nel 2007, poi sono arrivate la mia generazione e quella successiva di Nikolaj Ehlers. Rispetto al passato, è cambiata anche la mentalità. Per tanti anni ci siamo accontentati di partecipare, di poter sfidare Canada, Russia o Svezia a un Mondiale. Ora, invece, giochiamo sempre per vincere. Ci proviamo».
L’amico biancoblù
Nella Danimarca gioca anche Peter Regin, il nuovo centro dell’Ambrì: «Di sicuro ci frequenteremo anche in Ticino. Era un mio amico prima di firmare per i biancoblù e continuerà ad esserlo, nonostante l’acerrima rivalità tra i nostri due club. Apprezzo la sua compagnia, sono contento che ci sia un altro ragazzo danese nella lega. Ma nei derby farò tutto il possibile per batterlo».
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Se per Boedker le qualificazioni olimpiche sono state una festa, altrettanto non si può dire per il Mondiale di Riga. Il suo torneo è infatti finito alla terza partita per una discata alla testa: «Ci sono volute tre settimane per riprendermi. Mi hanno messo 37 punti all’orecchio, divisosi in tre parti. Ho anche avuto problemi a livello di equilibrio. Purtroppo sono cose che capitano».
Quel pianto per Christian
Ben più grave quanto successo agli Europei di calcio al suo connazionale Christian Eriksen, collassato in campo per un arresto cardiaco: «Stavo guardando la partita in Tv ed ero emozionato per il debutto contro la Finlandia nello stadio di casa. Tutto il Paese era pronto a festeggiare. Invece quel giorno si è trasformato in un incubo, in una tragedia. Vedere Christian, un ragazzo che avevo già incontrato, crollare in quel modo, mi ha terrorizzato. Ho pianto anch’io, come tutti. Fortunatamente se l’è cavata e questa storia, per quanto drammatica, ha avuto degli effetti positivi. Ha unito il Paese. La Danimarca è diventata una squadra di sei milioni di persone. Il modo in cui i compagni hanno protetto Eriksen e si sono fatti forza l’uno con l’altro, ci ha ispirati tutti. Grazie a questo sentimento diffuso, la squadra ha trovato la forza per andare in semifinale. Dopo il buio, è tornata la luce».
detto questo, sul ghiaccio le risposte. il resto è fuffa
Re: Mikkel Bødker
Quell’”appena 4000 tesserati” se lo poteva tenere per se.